A cura dell’Insegnante Yuri Debbi
Con la preziosa collaborazione del Maestro Dante Basili.

La Chiarezza o il Risveglio generato dallo YANG,
è come il Sole attraverso le fronde dell’albero a mezzogiorno:
È un risveglio istantaneo, violento, potente che può ferire gli occhi…
La Chiarezza o il Risveglio generato dallo YIN,
è come la Luna che si riflette nel lago a mezzanotte:
È un risveglio lento, delicato, ma altrettanto potente…
Così c’è l’Alchimia del Fuoco,
che trasforma velocemente e con durezza attraverso il calore
e l’Alchimia dell’Acqua
che trasforma lentamente e con costanza attraverso il freddo.

-Georges Charles

Da sempre Fuoco (HUO) ed Acqua (SHUI) hanno un posto preferenziale nelle pratiche Alchemiche (DAN) proprio per la loro collocazione come estremità superiore per il Fuoco e come estremità inferiore per l’Acqua, dell’Asse delle Vita.

Cinque Movimenti
Ciclo dell’Imperatore

Quindi quando parliamo di Alchimia Interna (NEI DAN) come livello estremamente raffinato e sottile della pratica del Dao Yin Fa Qi Gong (“Lavoro Energetico di Nutrizione della Vita”) o dello Ziran Xing Yi Quan (“Pugno della Forma e dell’Intenzione Spontaneo”), pur considerando che il Dao contiene ogni cosa ed è quindi possibile tornare ad esso da qualsiasi “oriente”, diventa chiaro che due differenti percorsi sono da considerarsi “corsie preferenziali” per il “ritorno all’Unità”: l’Alchimia del Fuoco (HUO DAN) e l’Alchimia dell’Acqua (SHUI DAN); la prima legata al “Vigore Energetico dello Yang” (MING), all’Oro, al Sole, al Calore, alla Luce, al Fulmine e all’istantaneo Risveglio e la seconda legata alla “Dolcezza Malleabile dello Yin” (QING), all’Argento, alla Luna, al Freddo, al Diamante, all’Oscurità e al lungo e lento liquefarsi delle cose.

In questo articolo ci occuperemo della prima forma di alchimia legata al Fuoco e allo Yang, demandando a future pubblicazioni le spiegazioni della seconda.
Nell’YI JING è scritto: “La via del Dao è il ritorno…”, ma per comprendere come “ritornare” si deve prima comprendere (almeno un poco) come tutto si è generato per trasformazioni successive fino a noi; la cosiddetta Marcia o Discendenza Celeste (XIAN TIAN).

BA GUA
Cielo Anteriore
Cielo Posteriore

Volendo riassumere in modo fin troppo rude e sintetico questa sorta di “genesi” (che genesi non è), avremo che il movimento del Dao manifesta il Cielo Anteriore o Primo Cielo (XIAN TIAN) che rappresenta l’equilibrio statico fra le “Immense forze Universali”, esso si crea e persiste, ma il suo movimento prende forma nel Cielo Posteriore o Secondo Cielo (HOU TIAN) che rappresenta la trasformazione dinamica delle “Grandi forze Celesti”; anch’esso si crea e persiste.
Sotto di esso, i Cinque Movimenti (WU XING) descrivono le “Energie Terrestri”; come dice spesso il Maestro Georges Charles:

“I Cinque Movimenti sono lo Yin e lo Yang della Terra”.

Grazie ed attraverso di essi, la vita prende forma ritrovando dentro sé stessa le stesse forze che sono fuori di essa: “Come fuori, così dentro; come sopra, così sotto”.

Se questo è vero ed è vero, come ama ricordare l’Insegnante Paolo Raccagni, che tutti questi “livelli” dell’esistenza non solo si creano, ma persistono contemporaneamente: il Dao (con la sua Unità), il Cielo Anteriore, il Cielo Posteriore, i Cinque Movimenti e la Vita coi suoi Diecimila Esseri (la Moltitudine); allora è possibile immaginare, sentire e realizzare una sorta di “ritorno” che ci permetta di risalire il fiume fino alla sua imperscrutabile e indescrivibile origine.
Se infiniti sono i fiumi percorribili, uno dei due corsi principali è il fiume del Fuoco ed anche se infinite sono le imbarcazioni che ci permettono di solcare le sue acque, il Dao Yin Fa Qi Gong e lo Ziran Xing Yi Quan possono essere i trasporti in grado di agevolare la nostra navigazione; sempre che in noi batta il cuore curioso, aperto ed ardito di un esploratore, di chi si avventura alla ricerca di nuovi mondi.

(Parte della Slide sulla Discendenza Celeste e sulle “Vie Alchemiche”
dell’Insegnante Yuri Debbi
per i seminari di TaoYin Italia e i corsi della Scuola TUI – IL LAGO)

Per i praticanti della Tradizione Taoista LING BAO MING (“Gioiello Magico o Numinoso”) questa visione sottende a tutta la pratica quando il livello diventa avanzato, ma può essere sperimentata soprattutto nell’Esercizio di: “Mobilizzazione, Assorbimento, Conduzione e Utilizzazione Razionale dell’Energia” tramite la successione delle Cinque Posture legate ai Cinque Movimenti che appartiene alla Serie Celeste della Sequenza Classica di Dao Yin Fa Qi Gong denominata YI YIN FA (“Pratiche di Pre-Nutrizione o Preparatorie”) oppure attraverso le pratiche di Ziran Xing Yi Quan denominate: WU XING LIAN HUAN QUAN (“Pugno continuamente unito dei Cinque Movimenti”), YANG DONG FA (“Pratica di Penetrazione Yang”), WU YI ZHANG (“Cinque Trasformazioni del Palmo”) e SAN HUA QUAN (“Tre Mutazioni o Sublimazioni del Pugno”).

Prendendo sempre in considerazione solo la Via del Fuoco o la Via del Pugno che Esplode (HUO DAO o PAO QUAN DAO), grazie a queste pratiche (che non descriveremo nel dettaglio) è possibile collegare il nostro interno (Cuore e Intestino Tenue, Maestro del Cuore e Triplice Riscaldatore) con il nostro esterno (Pugno e Postura del Corpo)e la nostra Forma (XING), attraverso l’Energia (QI), la Sensazione (GAN), l’Intenzione (YI) e le pratiche del Movimento Fuoco (HUO).

Quando questo succede avremo come prima cosa la sensazione del “Fuoco nelle Mani o Palmo di Fuoco” (HUO ZHANG) ed avremo unito il nostro interno, il nostro esterno, il nostro Qi e il Movimento Fuoco dei Cinque Movimenti.

A questo punto ci viene in aiuto la caratteristica Alchemica che connota il Movimento Fuoco.
Il Maestro Georges Charles ci insegna che:

“Sotto l’influenza del Movimento,
il Fuoco opera una Sublimazione o Mutazione”
(HUO XING HUA DONG PAO);

Questo significa che il Movimento del Fuoco è capace di raccogliere in sé tutti gli altri Movimenti, tutte le Energie, le Forme, le Sensazioni e così via e sublimarle, portandole a un livello più sottile tramite le fiamme, che distruggono la forma e le differenze, per generare calore, luce e risveglio (MING).

Una volta collegati tutti i Cinque Movimenti tramite il “Pugno continuamente unito dei Cinque Movimenti” (WU XING LIAN HUAN) posso raccoglierli uno ad uno nella loro forma (organi e visceri), nella loro sensazione e nella loro energia e fonderli nel fuoco usando la “Pratica di Penetrazione” (YANG DONG QUAN) e le “Cinque Trasformazioni del Palmo” (WU YI ZHANG) ottenendo quello che viene chiamato il “Pugno di Luce” o “Pugno dell’Illuminazione” (MING QUAN) o il “Pugno del Sole” (RI QUAN), o ancora, riferendosi alle Armi Tradizionali e agli Strumenti Rituali al “Tira Pugni d’Oro o del Sole” o “Fulmine e Diamante” ovvero il: JIN GANG.

Versione da combattimento Cinese, intorno al 1800.
Versione da combattimento Cinese, intorno al 1800.
Versione Giapponese (金剛杵 Kongōsho) .
Versione Cinese in legno usata nello Stile Cinese del Longxing

È interessante soffermarci un attimo su questo “particolare” Strumento e sulla sua definizione; cos’è il:
JIN GANG (金剛).

JIN: Indica il Movimento Metallo dei Cinque Movimenti, ma anche il metallo prezioso e quindi per eccellenza l’Oro (e per estensione il Sole); in sé però ha anche la connotazione di Fulmine o Lampo, la luce del Cielo che rischiara la notte in un bagliore inaspettato che “illumina” e fa trasalire, simbolo di forza Yang, irrefrenabile e brillante, rappresentazione del “Fuoco Celeste”.

GANG: Indica qualcosa di fermo, risoluto, inflessibile, giusto ed esatto. In sé ha la connotazione del Diamante, una forza indistruttibile, dura, trasparente, cristallina, perfetta e pura.
“Una forza indistruttibile e incorruttibile che può durare in eterno”.

“Tira Pugni” del Sole, versione Indiana.

Quando la pratica raggiunge i livelli più sottili come nel Lavoro Alchemico (NEI DAN GONG), otteniamo e possiamo usare questa sorta di “strumento energetico” che altro non è che la versione “sottile” del ben più concreto “Tira Pugni”; in Cinese appunto: JIN GANG.

Versioni da combattimento Indiane
Particolarmente usati in India usati nello Stile Vajra Muhsti,
lo stile del Pugno del Tuono.

La storia ci insegna che la Tradizione Taoista LING BAO MING, pur rimanendo fedele alle origini del Taoismo, incorporava rituali, pensieri e pratiche sia del Confucianesimo che del Buddismo e infatti, se scaviamo nella storia, troveremo che il JIN GANG altro non è che la versione Cinese del VAJRA Indiano che simbolizza appunto Indistruttibilità (Diamante) e Forza Irresistibile (Fulmine).
Nell’Iconografia Indiana, Spesso il Vajra viene impugnato da Indra, il Re degli Dei in modo molto simile tra l’altro al Fulmine impugnato da Zeus.
Spesso è usato nei rituali Buddisti (Soprattutto Tibetani) per battere la Campana (Ghanta) o come manico della campana stessa. Il Vajra è Yang ed è legato al Fuoco e la Ghanta è Yin ed è legata all’Acqua; lui è Compassione e lei Saggezza.

Estremamente interessante vedere come uno “strumento di violenza” pensato più che per uccidere per rompere, ferire, “fare male”, spaventare, sottomettere, asservire e “dare brutali esempi”; usato nella lotta antica, nell’Arte Marziale, ma più spesso in tempi moderni legato al più concreto e basso “fango” della malavita, possa diventare uno “strumento di risveglio” incredibilmente sottile e luminoso legato al “Fiore di Loto” allegoria ed espressione della pratica e della vita. Un vero strumento di Illuminazione.
Il Loto si genera nell’oscurità e nel fango, alla ricerca della luce risale acque sporche e quasi paludose per fiorire in superficie e spandere il suo profumo nel vento e nel sole.
“Il Concreto è la radice del Sottile”, ricorda sempre il Maestro Georges Charles.

Brass Knuckle Occidentale
(“Tira Pugni”)
Usato spesso dalla Malavita
Vajra Rituale
Dorje nel Buddismo Tibetano

Le cronache indiane, riferendosi al suo uso come arma, lo definivano: “Come un fulmine indistruttibile che divampa come una palla di fuoco meteorico attraverso i cieli, in un turbine di tuono, fuoco e fulmini”; allo stesso modo, può esserlo sul piano sottile con caratteristiche quasi totalmente legate al Movimento Fuoco.

Se analizziamo la sua struttura, vediamo che è formato da una sezione sferica centrale e due fiori di loto all’estremità che lo fanno sembrare uno “Scettro di Diamante”.

Vajra Versione usata nei Rituali Buddisti (Soprattutto Tibetani)

Nella cultura Indiana, la sfera centrale simboleggia il Vuoto (XU in Cinese), da cui si diparte il fenomenico, ovvero i “denti”, che poi tornano ad unirsi. I due loti rappresentano i due poli opposti di Nirvāṇa e Saṃsāra, fondamentalmente identici dal punto di vista del Vuoto.

Talora, dopo i loti e prima dei “denti”, sono rappresentati 2 o 4 o 8 Makara, esseri mitologici ibridi metà rettile e metà pesce, simboleggianti l’unione degli opposti che trascende la comprensione fenomenica. Dalle bocche di questi Makara escono delle lingue, che sono appunto i “denti” del Vajra che si uniscono alla fine assieme, trasformando nuovamente l’apparenza nel Vuoto. Sono di numero variabile: spesso quattro o otto, escludendo il dente centrale assiale. Nel caso in cui siano quattro, più il quinto centrale, vengono a rappresentare i cinque veleni dell’esistenza (avidità, odio, mania, orgoglio e invidia), le cinque saggezze e i cinque Buddha trascendenti.

Pur non volendo superficialmente unire lo strumento Indiano alla sua “versione” Cinese, non possiamo soprassedere al fatto che la Tradizione Taoista LING BAO MING comprendesse in sé la fusione delle tradizioni Taoiste, Buddiste e Confuciane e quindi possa aver mantenuto nelle sue qualità sottili, seppur abbandonando lo strumento in quanto tale, il Vajra.
Le analogie sono molte: l’origine nel vuoto, la conciliazione della dualità, l’unificazione dei Cinque Movimenti (quattro denti che si uniscono al quinto centrale) e la conseguente eliminazione dei “Veleni” tutti riferibili al Cuore e al Fuoco.

Tornando al nostro Qi Gong o Xing Yi, la possibilità di unire quindi alla sensazione raggiunta nella pratica la sensazione o l’immagine di questo “strumento rituale” può “aggiungere” qualcosa alla pratica stessa dandoci un ulteriore aiuto e supporto nel nostro viaggio di ritorno.
Si dice infatti:

Una volta che il Fuoco è stato contattato e condotto nel “pugno”
possiamo usarlo per “sublimare” attraverso la sua energia
tutto il nostro essere e avremo:
nella Forma il Pugno, nell’Energia il Fuoco, nelle Potenze, il Cielo;
“Le Tre Sublimazioni”.
Perché il Fuoco aspira al cielo!

Parafrasi di Yuri Debbi degli Insegnamenti di Marco Mazzarri

Quando avremo il “Fuoco nelle Mani” ed avremo impugnato il Jin Gang unificando noi stessi ai Cinque Movimenti Terrestri, potremo risalire la Discendenza Celeste lungo la Via del Fuoco e connetterci prima al Cielo Posteriore trovando il Trigramma del Fuoco (LI) rappresentato dal Sole (RI), che nel nostro Cielo rappresenta la Luce, il Calore, l’Espansione e la Vita.

Andando ancora oltre, potremo connetterci con il Cielo Anteriore, trovando il Trigramma del Cielo (QIAN) che rappresenta l’infinita espansione bianca e luminosa che ha originato e fa crescere ed espandere continuamente l’Universo.

…E forse, continuando ancora il nostro percorso a ritroso, avremo accesso al Dao…

Perché come si dice:

“I Taoisti amano la risonanza”.

Tutto ciò che vibra allo stesso modo si ri-chiama e si risponde vicendevolmente e, se tutti questi piani esistono contemporaneamente e sono in noi, allora noi siamo in loro, ne abbiamo accesso, possiamo attraversarne le porte e percorrerne i sentieri.
Se il Dao (Unità, YI) grazie al manifestarsi della Vita in noi può conoscere la Moltitudine, così noi (Moltitudine, WAN) potremo conoscere il Dao (Unità) usando, in questo caso, la via del Fuoco avendo trasformato la violenza in compassione, il metallo in oro, la concretezza in sottigliezza…

…L’Oscurità in Luce…

L’Alchimia del Fuoco e il Pugno del Fulmine e del Diamante
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